domenica 1 giugno 2014

LA MAPPA DI PIRI REIS NON E' "UNA MAPPA IMPOSSIBILE"


l'ammiraglio Piri Reis
La mappa di Piri Reis viene inserita da molti all'interno della categoria delle "mappe impossibili" e ormai è conosciuta da tutti grazie ad interne. I ricercatori di confine come Graham Hamcok e Heinrich Von Däniken, insieme a molti altri, nelle loro esposizioni la considerano la prova inconfutabile del fatto che in un remoto passato ci fosse già una conoscenza molto dettagliata del nostro pianeta. Sostengono che vi sia rappresentato il continente antartico scoperto dai ghiacci, dunque che le fonti da cui ha attinto l'ammiraglio Piri Reis per disegnarla nel 1513 fossero antiche almeno di 15.000 anni, alludendo in maniera un po' superficiale a conoscenze misteriche ereditate indirettamente dalla mitica Atlantide.

In maniera abbastanza semplice dimostrerò che a differenza di quanto molti credono non c'è nulla di impossibile in questa mappa e che attorno ad essa si sono generati soltanto falsi miti.

mappa di Piri Reis disegnata nel 1513
(clicca per ingrandire la mappa)
Piri Reis fu un capitano navale ottomano e in seguito ammiraglio, diventò famoso per essere stato l'autore del Kitāb-i bahriyyè (una mappa dei porti del Mediterraneo) e sopratutto di una mappa del mondo disegnata nel 1513. Oggi quest'ultima è conservata al museo di Topaki e ha dato origine a diverse ipotesi pseudo-scientifiche. La mappa in questione è proprio quella che in tempi moderni è stata nominata "Mappa di Piri Reis". La mappa contiene una didascalia, ma nonostante sia facile la traduzione queste informazioni vengono spesso tralasciate, facendo soltanto riferimento al fatto che vi è citato il navigatore genovese Cristoforo Colombo.
Piri Reis per disegnare la mappa ha attinto da venti mappe precedenti e da informazioni di terza mano provenienti dal nuovo mondo. l tempo in Europa era ancora diffusa l'idea che le nuove terre scoperte facessero parte dell'oriente e che si trovassero sotto le Indie. La prova di questo la troviamo nell'angolo in alto a sinistra. Nell'ipotetica zona del Mar dei Caraibi vi è raffigurata una grande isola che non assomiglia ne a Cuba ne a nessun altra isola del Centro America. Confrontando questa rappresentazione con mappamondi del periodo (per esempio il mappamondo di Martin Behaim del 1492) ci accorgiamo che l'isola in questione rappresenta il Cipango (l'odierno Giappone), così come veniva rappresentato nel XV secolo.
confronto tra la grande isola rappresentata nella mappa di Piri Reis sopra il Sud america e una porzione del mappamondo di Martin Behaim del 1494 raffigurante le coste dell'Asia e il Giappone (anticamente chiamato Cipango)
Appare chiaro che l'ammiraglio Piri Reis nel momento in cui ha disegnato la mappa pensava che i selvaggi territori scoperti durante le recenti spedizioni fossero collocati a sud delle Indie. L'errore è chiaramente macroscopico.
Riguardo il Sud America, il profilo delle sue coste viene rappresentato piuttosto fedelmente, è inserita anche una catena montuosa che da Nord a Sud attraversa tutto il continente e che con ogni probabilità rappresenta la cordigliera delle Ande. Anche se a all'epoca nessun europeo aveva mai visto la cordigliera andina, probabilmente appresero della sua esistenza dagli indigeni con cui erano venuti a contatto e con i quali convivevano già da una decina di anni nella colonia di Panama. Nel 1513 già diverse spedizioni spagnole e portoghesi si erano spinte fino all'estremo sud del continente americano.  Amerigo Vespucci nei suo scritti ha lasciato dettagliate e suggestive descrizioni delle coste esplorate e dei popoli indigeni incontrati. Vespucci partecipò ad un primo viaggio di esplorazione capitanato da Juan Dìaz de Solìs tra il 1497 e il 1498. Probabilmente fu il Re di Spagna Ferdinando II di Aragona a volere questa spedizione per avere una visione più ampia e precisa delle nuove terre. Riguardo il punto in cui le navi avvistarono la terra ferma ho trovato informazioni contrastanti, in ogni caso dalle informazioni annotate da Amerigo Vespucci è certo che il primo viaggio toccò le coste del Brasile, Venezuela e Colombia, proseguendo la navigazione tra Haiti e Cuba fino alle coste della Florida, da qui fece ritorno in Europa.
Vespucci partecipò anche a un secondo viaggio guidato da Alonso de Hojeda tra il 1499 e il 1500. Alla spedizione partecipava anche Juan de la Cosa, un famoso cartografo precedentemente al servizio di Colombo. Dopo aver toccato terra in prossimità dell'odierna Guyana la spedizione proseguì verso sud, incontrando la foce del Rio delle Amazzoni e arrivando fino al Cabo di san Agustin. Da qui la spedizione invertì la rotta costeggiò nuovamente il continente verso nord fino a Trinidad e poi fece ritorno in Europa.
Spedizioni esplorative alle quali partecipò Amerigo
Vespucci
Vespucci partecipò ad un terzo viaggio con una spedizione portoghese tra il 1501 e il 1504. Arrivati alle coste del Brasile fecero rotta verso sud, spingendosi all'estremo sud, fino al tratto di mare compreso tra Argentina, Cile e Terra del Fuoco, un canale naturale che successivamente fu attraversato da Magellano, che gli attribuì anche il suo nome. Vespucci intraprese anche un quarto viaggio tra il 1503 e il 1504, ma senza fare importanti scoperte. Dunque quando Piri Reis disegnò la sua mappa del continente americano lo fece basandosi anche su queste informazioni. I numerosi incontro con i popoli nativi maturati durante questi viaggi e le osservazioni riguardanti fauna e la flora erano state più che sufficienti per determinare le nuove terre, tuttavia la confusione nel Vecchio Mondo era tanta viste frammentarie informazioni che le diverse spedizioni riportavano a casa. Metterle insieme non era un compito facile. 
L'elemento a cui la mappa deve maggiormente la sua fama di "mappa Impossibile" è il presunto profilo delle coste del continente antartico scoperte dai ghiacci, cosi' come sarebbero apparse decine di miglia di anni fa. L'Antartide fu scoperto ufficialmente nel 1773 dal capitano James Cook, anche se va detto che fin dal tempo di Tolomeo si ipotizzava l'esistenza di un continente all'estremo Sud per "bilanciare" le terre presenti a nord (Europa, Asia e nord Africa). Quando Piri Reis disegno la mappa nel 1513 l'Antartide non era ancora stato scoperto. Secondo i ricercatori dell'ignoto l'ammiraglio avrebbe avuto accesso a mappe antichissime, eredità di una civiltà prediluviana e in base a queste potette disegnare le coste dell'Antartide.
Questa ipotesi è completamente sbagliata, in quanto le terre disegnate nella parte inferiore della mappa non sono affatto le coste dell'Antartide libere dai ghiacci, ma sono semplicemente il proseguimento della costa del Sud America. Dimostrarlo è abbastanza semplice confrontando l'estremità rappresentata nella mappa con una immagine satellitare.
In entrambe è rappresentato lo stretto di Magellano nello stato del Cile, distinguibile dalla doppia insenatura presente nelle sue vicinanze. Dunque si può accantonare definitivamente l'ipotesi che le terre rappresentate nella parte inferiore della mappa possano appartenere al continente antartico e la conseguente congettura che la mappa di Piri Reis sia stata realizzata attingendo a fonti antiche di decine di migliaia di anni.
Anche se la mappa di Piri Reis non è una "mappa impossibile" probabilmente nel mondo ne esistono diverse. Alcuni sostengono che negli archivi vaticani se ne trovi più d'una, ma non avendo uno straccio di prova al riguardo è anche inutile parlarne. Ciò che sappiamo per certo, confermato da un gran numero di reperti archeologici ma mai ufficializzato pianamente è che già in tempi antichi alcuni popoli erano stati nel continente americano, Fenici e Vichinghi sicuramente, ma probabilmente anche altri, dunque è presumibile che qualche mappa l'abbiano disegnata e che qualcuno ne sia entrato in possesso nei secoli successivi.

Per riprodurre questo articolo è necessario il consenso di "Civiltà antiche e antichi misteri".