venerdì 5 giugno 2015

IL RISVEGLIO DEL LAMA ALL'ALBA DEL SOLSTIZIO D'INVERNO



Questo testo appartiene a Civiltà antiche e anchichi misteri
Nel mio recente viaggio in Peru' mi sono recato ad Ollantaytambo per verificare personalmente l'orientamento astronomico del suo tempio principale. Man a mano che salivo la lunga e ripida scalinata che conduce al tempio del Sole, mi rendevo conto che la raffinatezza di questa struttura e il suo orientamento astronomico superavano di gran lunga le mie aspettative. Sono entusiasta di condividere con voi le mie scoperte e credo che quelle che mi accingo a darvi siano informazioni difficilmente reperibili sul web, questo grazie al mio preparatissimo accompagnatore che ha saputo rispondere ad ogni mia domanda senza esitazione alcuna.
Ollantaytambo è un classico esempio di urbanizzazione inca. Nella sua vasta estensione contiene complessi astronomico/religiosi, centri amministrativi, aree urbane e terreni destinati all'agricoltura e al foraggio. La sua posizione all'interno della Valle Sacra non è assolutamente casuale ma è stata scelta con maniacale attenzione. La geografia di queste montagne, in relazione ai movimenti stagionali del Sole, permette il verificarsi di moltissimi ed eccezionali giochi di luce in corrispondenza dei momenti più importanti dell'anno, come i solstizi e gli equinozi. In questo articolo descriverò un fenomeno di luce definito "il risveglio del lama", che avviene all'alba del solstizio d'inverno.
La mappa dei terrazzamenti di Ollantaytambo richiama volutamente la figura di un lama.
La forma dei terrazzamenti di Ollantaytambo si rifanno alla forma del lama.
Per coloro che pensano che questa forma sia soltanto una coincidenza voglio ricordare che la maggior parte di centri inca più importanti hanno una forma zoomorfa. 


Forma dell'antica città di Cuzco
Per citare un esempio, la pianta di Cuzco, capitale dell'impero Inca, era stata creata a forma di Puma, anche se oggi la figura non è più distinguibile in quanto la città inca è stata inghiottita dall'urbanizzazione coloniale. Per quanto riguarda Ollantaytambo e la figura del lama creata sulla parete rocciosa, nel giorno del solstizio d'inverno del 21 giugno (nell'emisfero australe le stagioni sono invertite) avviene un vero e proprio miracolo. Il primo raggio di sole che compare all'alba da dietro la montagne difronte, va a cadere in prossimità del tempio del Sole, nella zona che potremmo definire la testa del lama. I primi raggi del Sole illuminano soltanto la sezione che corrisponde all'occhio del lama, simboleggiando il suo risveglio.
In perù ho reperito questa eccezionale fotografia del fenomeno


Ollantaytambo all'alba del solstizio d'inverno del 21 giugno (in Perù le stagioni sono invertite) 
Gli enormi monoliti del tempio del Sole, rappresentano l'occhio del lama e vengo illuminati durante l'alba del solstizio d'inverno. C'è una curiosità che riguarda i monoliti in questione, queste rocce non provengono dalla cava presente sul sito, ma dalla montagna che si vede sullo sfondo, dunque sono stati trasportati a valle e poi spinti su lungo il pendio su cui sorge la cittadella di Ollantaytambo.
Per meglio comprendere l'importanza di questa raffinata rappresentazione simbolica di un evento astronomico bisogna sapere che il lama veniva identificato dagli inca in una specifica regione del cielo notturno.
Costellazione oscura del lama secondo la tradizione inca.
Gli occhi del lama sono rappresentati dalle stelle Alpha
e Beta Centauri.
Tuttavia la sua forma non veniva riconosciuta raggruppando le stelle in una costellazione, bensì in una regione buia del cielo. Se vi è capitato di osservare la Via Lattea in una notte particolarmente limpida vi sarete accorti che la luminosità al suo interno è distribuita in maniera eterogenea. Le zone più scure però non sono determinate dalla presenza di un minor numero di stelle, ma da enormi ammassi di polveri galattiche che si estendono per centinaia di anni luce, ostacolando la visione di miliardi di stelle che si trovano oltre a questo ostacolo visivo. E' in queste zone buie della Via Lattea che gli inca avevano riconosciuto la forma del lama e di altre figure sacre. Gli occhi del Lama invece sono formati dalle stelle Alpha e Beta Centauri. La foto sopra l'ho scattata dell'osservatorio astronomico di Chivay. Ho evidenziato il contorno della figura per rendere più facile il riconoscimento del lama celeste. 
Questa credenza è stata registrata nei resoconti di cronisti spagnoli, trai quali Barnabè Cobo. Ora vorrei che prestaste particolare attenzione a questo mito Inca trascritto da Francisco de Avila nel 1598:

"...dicono che yacana (il lama celeste), è come l'ombra di un lama o un sosia di questo animale che cammina nel centro del cielo. E' molto grande ed è più nero del cielo notturno. Ha il collo alto e due occhi..dicono anche che scende a bere l'acqua del mare quando non è possibile che lo vedano e lo sentono; perchè se non bevesse quest'acqua il mondo intero rimarrebbe inondato. Inoltre dicono che abbia un cucciolo e quando questo inizia a poppare, sveglia..." 

Il solstizio d'inverno (21 giugno) corrisponde al risveglio del lama, per questo l'intero sito è stato progettato per fare in modo che il primo raggio di Sole all'alba del solstizio d'inverno illumini lo spazio corrispondente al suo occhio. Per comprendere il linguaggio simbolico di questo mito inca trascritto da Francisco de Avila, dovete sapere che nel mese di aprile la costellazione oscura del lama celeste raggiunge la sua posizione più alta nel cielo notturno (massima declinazione). La sua fase calante invece diventa evidente nel mese di giugno, in questo senso il lama si sveglia, si rivitalizza iniziando la sua discesa verso l'orizzonte. Nel mese di ottobre raggiunge il suo punto più basso e in questo periodo la testa di questa costellazione oscura e suoi occhi formati da Alpha e Beta centauri si trovano sotto l'orizzonte. Secondo il mito è questo il momento in cui il lama scende a bere l'acqua del mare per fronteggiare la stagione secca. Tutto è perfettamente coerente, in Perù il periodo che va da giugno ad ottobre corrisponde alla stagione secca, in cui non piove praticamente mai, mentre il periodo che va da ottobre ad aprile corrisponde al periodo umido, in cui le piogge sono molto abbondanti. Da giugno ad ottobre, il lama modifica la sua posizione nel cielo notturno, scendendo pian piano fino all'orizzonte alla ricerca di acqua per far fronte al periodo di siccità e raggiunto l'orizzonte mette la testa sotto per bere l'acqua del mare. Dopo aver fatto questo inizia a risalire nel periodo che va da ottobre ad aprile e lo fa scaricando nel frattempo sulla terra tutta l'acqua che aveva bevuto dal mare. Questo è un mito straordinario che testimonia l'incredibile consapevolezza che gli inca avevano dei fenomeni meteorologici. Grazie ad uno straordinario legame con la natura avevano compreso che la pioggia scaricata delle nuvole proviene dal mare e al mare ritorna. Da tutto questo comprendiamo che il mito nasce per dare una spiegazione alla realtà e grazie al mito la realtà assumeva un significato.


Manuel di Civiltà antiche e antichi misteri

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