domenica 4 ottobre 2015

PUNTATORE EQUINOZIALE DI MACHU PICCHU


Machu Picchu era una cittadella inca dedicata al culto del Sole. Tra i suoi edifici si celano decine di puntatori astronomici e questo fa pensare che la sua principale funzione fosse quella di essere un grande osservatorio riservato ad un determinato ordine di persone. Come ho già scritto negli articoli "L'ORIENTAMENTO ASTRONOMICO DEL TEMPIO DEL SOLE" e "LA PIETRA INTIHUATANA, UN PILASTRO A CUI LEGARE IL SOLE" era il Sole la principale fonte d'interesse per il popolo Inca.

Gli antichi, osservando il Sole e il cielo stellato, si accorsero che alcuni eventi si ripetevano con regolarità nel lungo periodo e che esisteva un legame diretto tra questi eventi e l'alternanza delle stagioni. Per misurare i lunghi periodi presero come riferimento i solstizi e gli equinozi, veri e propri "fari d'orientamento" nella primitiva misurazione del tempo.
Mentre attraversavo gli edifici del settore urbano est di Machu Picchu, il mio accompagnatore mi ha mostrato un grande blocco di pietra collocato all'interno di un muro, sul quale era stata scolpita una protuberanza forata lungo l'asse verticale. Si tratta di un'indicatore equinoziale. Durante il giorno dell'equinozio, esattamente a metà giornata, mettendosi sotto la protuberanza è possibile vedere il Sole al suo interno. Siccome 
alle ore 12:00 del 20/21 marzo (equinozio d'autunno, in Perù le stagioni sono invertite) il Sole si trova a un'altezza di 76,5° rispetto al terreno, se la pietra con il foro fosse stata messa a piombo non si sarebbe configurato l'allineamento, di conseguenza anche la pietra e il foro sono stati sistemati nella parete con un'inclinazione di 76,5° rispetto al terreno, in modo da risultare perfettamente allineati con la posizione del Sole in questo determinato giorno. Questo allineamento si configura soltanto due volte all'anno in corrispondenza dell'equinozio d'autunno e di primavera.



A destra i dati relativi alla posizione del Sole in località Machu Picchu durante l'equinozio del 20/21 marzo e quello del 22/23 settembre. Grazie a questo indicatore gli antichi potevano determinare il momento dell'anno in cui la durata del giorno eguaglia quella della notte e l'avvento della stagione primaverile o di quella autunnale. Queste osservazioni insieme a quelle dei solstizi erano indispensabili sia per motivi di culto, sia per motivi pratici, in quanto erano fondamentali nella programmazione di tutte le attività necessarie al sostentamento. 

Manuel di Civiltà antiche e antichi misteri

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