venerdì 21 ottobre 2016

DIODORO SICULO E LA SUA DESCRIZIONE DELLA PREISTORIA



Diodoro Siculo ( I secolo a.c.),
rappresentato in un affresco
del 1800. fonte immagine
Diodoro Siculo fu uno storico greco vissuto nel I secolo a.C.. Durante la sua vita realizzò un'opera monumentale chiamata "Bibliotheca historica"L'opera è composta da quaranta libri e per realizzarla attinse da moltissime fonti. Nei primi sei libri descrive la geografia, la storia e la cultura di Egitto, Mesopotamia, India, Scizia e Arabia, Nord Africa, Grecia ed Europa. Dal settimo al sedicesimo racconta la guerra di Troia fino alla morte di Alessandro il Grande, mentre nei libri che restano descrive nel dettaglio la storia dei successori di Alessandro, fino al 60 a.C. 
All'interno del libro dedicato all'Egitto descrive la condizione umana precedente alla civilizzazione, concependo l'evoluzione anatomica e culturale dell'uomo. Questa esposizione è estremamente verosimile e sorprendente se si considera il fatto che è stata scritta oltre 2000 anni fa. Questo testo mette in luce la straordinaria capacità deduttiva dei grandi uomini del passato, che per deduzione e comparazione riuscirono a concepire realtà che non potevano esplorate fisicamente con i loro occhi.   


Tratto da Bibliotheca historica di Diodoro siculo, I secolo a.c.
"...gli uomini dapprima nati vissero rozzamente ed a modo delle belve, sparsi pe' campi a pascolo, e cibandosi di qualunque erba che avesse sapore, e de' frutti spontaneamente dati dagli alberi. E come delle fiere erano infestati, l'esperienza li trasse a soccorrersi scambievolmente, e la paura li costrinse a fare insieme società, con che a poco a poco si conobbero fra loro simili. Ma i suoni della voce erano ancora confusi, nè avevano significato; ond'è che a poco a poco pronunciando parole articolate, e co' gesti indicando ogni cosa cadente sotto i loro sensi, vennero poi finalmente a formare una lingua esprimente tutte le cose. Ma siccome per tutta la terra andavansi facendo le stesse congreghe, ed ognuno metteva insieme le parole a seconda degli accenti, tutti non usarono la stessa lingua, e perciò varie ne nacquero, se di ogni genere. E quelle prime congreghe diedero poi origine a tutte le nazioni. I primi uomini, mentre nulla di utile alla vita si era ancora inventato, la sostentarono con grande stento, non avendo nè abiti con che coprirsi, nè abituro ove ritirarsi, nè uso alcuno del fuoco, nè alcun modo di alimentarsi alquanto dolce: perciochè non sapendo ancora portare dalla campagna alla casa le provvigioni, non facevano alcuna riserva de' frutti della terra per gli usi necessari. Quindi molti dell'inverno perivano per la inclemenza del freddo, e per la penuria di vettovaglie. Ma grado a grado ammaestrati dalla esperienza vennero nell'inverno a rifugiarsi nelle spelonche, e a nascondere ivi i frutti atti a conservarsi; e conosciuto l'uso del fuoco e degli altri comodi, incominciarono ad inventare molte arti, ed altre cose atte a ben servire alla vita. In breve: l'uso fu il gran maestro degli uomini; il quale uso ad ogni passo andò istruendo nella cognizione e pratica di ciascheduna cosa questo animale, pieno per natura sua d'ingegno, e provveduto di mani, di discorso, e d'industria, come di altrettanti ministri, ed atto a fare checchè egli voglia. E questo basti aver detto negli angusti limiti, che ci sono prescritti, intorno alla prima generazione degli uomini, e all'antichissimo modo di vivere"