giovedì 13 aprile 2017

LE RELIGIONI D'EGITTO

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venerdì 28 ottobre 2016

IL PARADOSSO PREISTORICO


Grotte di Chauvet, Francia. Circa 32000 anni sono state rappresentate 500 immagini di elementi naturali.
Questo testo appartiene a Civiltà antiche e antichi misteri

L’apporto della genetica molecolare alla comprensione dei processi evolutivi ipotizzati da Charles Darwin nel diciannovesimo secolo è stato fondamentale per comprendere i processi chimico-organici che regolano il passaggio delle informazioni genetiche dai genitori ai figli. Il processo di selezione naturale e la deriva genetica hanno guidato i percorsi evolutivi della nostra specie per milioni di anni, determinando l’acquisizione di nuovi comportamenti, ma ad un certo punto dell’evoluzione umana quest’ultimi sono stati influenzati da un altro fattore. Le indagini condotte sul genoma umano dimostrano che le qualità genetiche della nostra specie si erano già formate quando i sapiens arrivarono per la prima volta in Europa 40.000 anni fa, e che le piccole variazioni del genoma avvenute fino ad oggi non sono sufficienti per giustificare l’enorme complessità di comportamenti acquisiti dalla nostra specie. Tuttavia, dal momento dell’apparizione dell’Homo sapiens in Europa, trascorsero 30.000 anni prima che avvenisse un significativo sviluppo socio-culturale. Circa 10.000 anni fa si ebbe la prima rivoluzione agricola e da quel momento lo sviluppo culturale della nostra specie imboccò un binario decisamente più veloce. 
Dunque, se le qualità genetiche dell’Homo Sapiens si erano già formate 40.000 anni fa, come mai ci vollero 30.000 anni prima che si verificasse un significativo progresso socioculturale? E come mai una volta innescato il processo di civilizzazione l’evoluzione sociale e tecnologica è stata esponenziale e ad oggi prosegue verso confini inimmaginabili nonostante non vi siano sostanziali differenze genetiche tra gli uomini di oggi e quelli dell’età della pietra? Il Paradosso preistorico verte proprio sullo scarto temporale che separa la formazione del genoma umano moderno e il “decollo” socio-culturale.      
Oggi sappiamo per certo che l’evoluzione culturale e scientifica dell’Homo sapiens non è stata determinata da nuove qualità genetiche emerse improvvisamente all’alba dell’epoca storica, e che gli uomini dell’età della pietra non erano meno intelligenti di quelli che furono protagonisti del processo di civilizzazione (o degli stessi uomini del ventunesimo secolo), semplicemente erano meno sapienti.   
Lo sviluppo di un linguaggio articolato facilitò la condivisione delle esperienze personali e la trasmissione del sapere, favorendo la formazione di un “bagaglio culturale” che poteva essere ereditato dalla successive generazioni. Con il passare dei millenni l’accrescimento del sapere fece sì che ogni individuo potesse contare sull’esperienza delle generazioni che lo avevano preceduto e in questo modo l’evoluzione culturale determinata dall’accrescimento del sapere iniziò ad influenzare i comportamenti umani in maniera di gran lunga superiore a quanto potessero fare la lentissima evoluzione genetica e la selezione naturale. L’invenzione della scrittura favorì i rapporti sociali e l’accrescimento del sapere e non è un caso che lo sviluppo delle prime civiltà storiche coincida con l’invenzione di un sistema che fosse 
più efficace della comunicazione verbale nel trasmettere le informazioni. Mano a mano i Sapiens svilupparono capacità concettuali che, seppur latenti, erano innate da molto tempo nella mente umana.
Le Grotte di Lascaux, Francia. Di queste opere molte vengono fatte risalire ad una data approssimativa di 17500 anni fa.

venerdì 21 ottobre 2016

DIODORO SICULO E LA SUA DESCRIZIONE DELLA PREISTORIA



Diodoro Siculo ( I secolo a.c.),
rappresentato in un affresco
del 1800. fonte immagine
Diodoro Siculo fu uno storico greco vissuto nel I secolo a.C.. Durante la sua vita realizzò un'opera monumentale chiamata "Bibliotheca historica"L'opera è composta da quaranta libri e per realizzarla attinse da moltissime fonti. Nei primi sei libri descrive la geografia, la storia e la cultura di Egitto, Mesopotamia, India, Scizia e Arabia, Nord Africa, Grecia ed Europa. Dal settimo al sedicesimo racconta la guerra di Troia fino alla morte di Alessandro il Grande, mentre nei libri che restano descrive nel dettaglio la storia dei successori di Alessandro, fino al 60 a.C. 
All'interno del libro dedicato all'Egitto descrive la condizione umana precedente alla civilizzazione, concependo l'evoluzione anatomica e culturale dell'uomo. Questa esposizione è estremamente verosimile e sorprendente se si considera il fatto che è stata scritta oltre 2000 anni fa. Questo testo mette in luce la straordinaria capacità deduttiva dei grandi uomini del passato, che per deduzione e comparazione riuscirono a concepire realtà che non potevano esplorate fisicamente con i loro occhi.   


Tratto da Bibliotheca historica di Diodoro siculo, I secolo a.c.
"...gli uomini dapprima nati vissero rozzamente ed a modo delle belve, sparsi pe' campi a pascolo, e cibandosi di qualunque erba che avesse sapore, e de' frutti spontaneamente dati dagli alberi. E come delle fiere erano infestati, l'esperienza li trasse a soccorrersi scambievolmente, e la paura li costrinse a fare insieme società, con che a poco a poco si conobbero fra loro simili. Ma i suoni della voce erano ancora confusi, nè avevano significato; ond'è che a poco a poco pronunciando parole articolate, e co' gesti indicando ogni cosa cadente sotto i loro sensi, vennero poi finalmente a formare una lingua esprimente tutte le cose. Ma siccome per tutta la terra andavansi facendo le stesse congreghe, ed ognuno metteva insieme le parole a seconda degli accenti, tutti non usarono la stessa lingua, e perciò varie ne nacquero, se di ogni genere. E quelle prime congreghe diedero poi origine a tutte le nazioni. I primi uomini, mentre nulla di utile alla vita si era ancora inventato, la sostentarono con grande stento, non avendo nè abiti con che coprirsi, nè abituro ove ritirarsi, nè uso alcuno del fuoco, nè alcun modo di alimentarsi alquanto dolce: perciochè non sapendo ancora portare dalla campagna alla casa le provvigioni, non facevano alcuna riserva de' frutti della terra per gli usi necessari. Quindi molti dell'inverno perivano per la inclemenza del freddo, e per la penuria di vettovaglie. Ma grado a grado ammaestrati dalla esperienza vennero nell'inverno a rifugiarsi nelle spelonche, e a nascondere ivi i frutti atti a conservarsi; e conosciuto l'uso del fuoco e degli altri comodi, incominciarono ad inventare molte arti, ed altre cose atte a ben servire alla vita. In breve: l'uso fu il gran maestro degli uomini; il quale uso ad ogni passo andò istruendo nella cognizione e pratica di ciascheduna cosa questo animale, pieno per natura sua d'ingegno, e provveduto di mani, di discorso, e d'industria, come di altrettanti ministri, ed atto a fare checchè egli voglia. E questo basti aver detto negli angusti limiti, che ci sono prescritti, intorno alla prima generazione degli uomini, e all'antichissimo modo di vivere"




martedì 18 ottobre 2016

L'IMPERO PERSIANO E LO SCONTRO CON I GRECI



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venerdì 14 ottobre 2016

PREISTORIA DEL CONTINENTE EUROPEO



a questo link è possibile scaricare il testo "LA PRESTORIA" di Lucia Sarti per L'Università per gli studi di Siena, un'ampia panoramica sull'epoca preistorica del continente europeo.
In formato PDF

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sabato 1 ottobre 2016

LA PARTICELLA DI DIO documentario in italiano



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mercoledì 28 settembre 2016

GHOSTS OF MACHU PICCHU documentario in italiano



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