giovedì 7 gennaio 2016

IL VASO DI WARKA



Il vaso di Warka, ricavato da un'unico blocco di alabastro, è uno dei più antichi capolavori dell'arte sumera in quanto risale ad un periodo compreso tra il 3300 e il 3100 a.C. Alto 92 cm e largo 36 è stato recuperato nel 1940 durante gli scavi condotti sui resti dell'antica città sumera di Uruk (odierna Warka), più precisamente nel complesso templare dedicato alla dea Inanna, dea dell'amore e della fertilità e divinità poliade della città di Uruk. Il reperto fu trafugato durante il saccheggio dell'Iraq musium per poi essere restituito in frammenti. Il restauro fu condotto da un team dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma.
I frammenti del vaso di Warka
prima dei restauro.
(fonte immagine link)
Descrizione della scena rappresentata sul vaso
La raffigurazione in rilievo è composta da quattro strisce orizzontali raffiguranti le offerte per la dea. Alla base del vaso sono raffigurate increspature d'acqua, canneti, piante e germogli di grano. Sono disposti in modo ordinato come se fossero cresciuti con la cura dei loro agricoltori. Nella fascia immediatamente superiore è raffigurata una processione di pecore e capre. La processione continua nella terza fascia, dove uomini nudi trasportano le offerte all'interno di cesti e brocche. Nella parte superiore è rappresentato l'interno del tempio dove si trova la dea Inanna in abito lungo e acconciatura alta.  Qui un'uomo le sta offrendo un cesto di frutta da posizionare insieme alla altre offerte alle sue spalle. Compare anche un'uomo in abiti da cerimonia, probabilmente un re-sacerdote. Alle spalle della dea compaiono due fasci di canne, questi venivano utilizzati come stipiti nella tradizionale architettura di canne utilizzata dai sumeri, nei due occhielli veniva fissata una stanga sulla quale si avvolgeva una stuoia che serviva da cortina alla porta. In questo contesto probabilmente sono utilizzati come simbolo in quanto la dea era la protettrice della città di Uruk. Su un tavolo a forma di ariete si trovano due statuette come quelle che i sumeri posizionavano nei luoghi di culto perché continuassero a pregare in assenza delle persone in modo da placare gli déi non sempre benevoli. All'intendo di questo spazio dedicato al culto e alle offerte si distinguono anche due vasi della stessa forma di quello su cui è rappresentata la scena in rilievo, il che ci fa pensare che questo vaso svolgesse un'importante funzione all'interno del culto praticato dentro il tempio di Inanna.

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