giovedì 10 settembre 2015

L'ORIENTAMENTO ASTRONOMICO DELLA PIRAMIDE DI CHEOPE



Piramide di Cheope, Giza, Egitto (fonte immagine link)
ho indicato una persona ai piedi della piramide in modo
da rendere meglio le proporzioni di questo monumento.
Per quasi un secolo le cognizioni scientifiche degli egizi, nel campo della matematica, della geometria e dell'astronomia, sono state ampiamente sottovalutate dagli storici. Sulla base delle traduzioni ricavate dai tantissimi testi egizi, i pionieri dell'egittologia conclusero erroneamente che nell'antico Egitto la matematica era poco più che una scienza primitiva e che il livello di comprensione degli eventi astronomici non era al pari di quello raggiunto a Babilonia e nell'antica Grecia. 
Tuttavia il fatto che tra i testi ritrovati non compaiano esplicite informazioni di carattere scientifico non vuol dire che gli egizi non avessero sviluppato competenze in questo ambito. Bisogna ricordare che il 99% della letteratura egizia proviene dai corredi funerari e dalle pareti dei templi e che dunque è composta da scritti di carattere storico/religioso, all'interno dei quali non c'era ragione di inserire espliciti fondamenti di carattere scientifico.
Da qualche decennio le cose sono cambiate, le misurazioni e lo studio approfondito della PIRAMIDE DI CHEOPE hanno dimostrato che gli egizi possedevano avanzate conoscenze nel campo delle matematica e della geometria, tanto avanzate da aver INCORPORATO ALL'INTERNO DEL PROGETTO DELLA GRANDE PIRAMIDE LA COSTANTE MATEMATICA PI GRECO.
Soffitto della tomba di Semnut.
Allo stesso modo il rarissimo affresco disegnato sul soffitto della tomba di Semnut
 ha dimostrato che gli egizi facevano uso di raffinati calendari stellari e lunari, derivati da una scrupolosa e costante osservazione del cielo.
Sebbene oggi siano stati disposti tutti gli elementi per riconsiderare tanti aspetti della cultura egizia ed è stata riconosciuta praticamente da tutti l'importanza che l'osservazione del cielo aveva in rapporto ai culti e alle credenze di questo popolo, ancora si stenta ad ammettere ufficialmente la valenza astronomica dei loro grandi monumenti. Gli egittologi si sono arrovellati per decenni nel tentativo di trovare spiegazioni plausibili alle apparenti anomalie riscontrate nella piramide di Cheope perché probabilmente hanno travisato la reale funzione di questo monumento. La prima anomali che ha fatto discute gli esperti è stata la presenza di due camere sepolcrali. Per dare una spiegazione a questo fatto sono state proposte diverse ipotesi e tra le tante fu detto che la camera inferiore fu abortita in corso d'opera in favore di una camera posta ad una altezza maggiore. Successivamente la camera inferiore fu definita camera della regina, probabilmente in base all'ipotesi che fosse la stanza destinata a contenere il corpo della compagna del faraone.
Sezione della Piramide di Cheope
(fonte immagine link)
1-ingresso originale, 2-nuova entrata,
3-passaggio discendente, 4-cunicolo discendente,
5-camera inferiore, 6-cunicolo ascendente,
7-camera della regina e condotti ascendenti
8-cunicolo orizzontale, 9-grande galleria,
10-camera del re e condotti ascendenti,
11-cunicolo verticale 
Un'altra anomalia che ha fatto molto discutere è rappresentata dai condotti che collegano le camere con l'esterno. Questi condotti, poco più larghi di un fazzoletto, tagliano la piramide in diagonale, arrivando fino all'esterno sul lato nord e su quello sud. Gli egittologi ipotizzarono che fossero condotti di areazione, ma nonostante ancora oggi vengano definiti come tali in quasi tutti i libri accademici, questa spiegazione non è assolutamente accettabile per almeno un paio di buoni motivi. Tutti e quattro i condotti sono stati trovati sigillati, ma nonostante ciò le due camere sono sufficientemente ossigenate grazie all'aria che filtra dall'entrata principale, inoltre non ci sarebbe stato alcun motivo logico per costruire condotti di aerazione in diagonale (con le relative difficoltà tecniche), quando invece se fossero stati disposti orizzontalmente rispetto alle camere avrebbero svolto la stessa funzione se non meglio. Un'altra anomalia riguarda la posizione della camera del re dato che non si trova sotto il vertice della piramide ma è decentrata verso il lato sud.
Entrata di un condotto ascende,
vista dall'interno della camera del re
Come sappiamo UNA DESOLANTE MANCANZA D'INFORMAZIONI CIRCONDA LE PIRAMIDI DELLA IV DINASTIA di cui la Grande piramide di Cheope fa parte. Tutte queste piramidi sono totalmente sprovviste di incisioni e al loro interno non sono mai state trovate ne mummie, ne corredi funerari, sono enormi monumenti silenziosi che custodiscono gelosamente i loro segreti, tanto da far sorgere anche giustificabili dubbi riguardo la loro attribuzione.
Per poter dare una risposta ai tanti interrogativi che circondano la Grande piramide è necessario conoscere I TESTI DELLE PIRAMIDI.
Testi delle piramidi (fonte immagine link)
Come già accennato le piramidi della IV dinastia non contengono incisioni, tuttavia quelle della V dinastia sono ricche di formule magiche, scritte sulle pareti per assicurare l'immortalità e l'ascesa al cielo del faraone defunto. Anche se i Testi delle piramidi compaiono per la prima volta all'interno delle piramidi della V dinastia, in molti suppongono che il loro contenuto risalga addirittura la periodo predinastico, dunque che si tratti di una raccolta di scritti già molto antichi al tempo in cui furono incisi per la prima volta sulla pietra e di conseguenza perfettamente conosciuti anche durante il tempo della IV dinastia. I Testi delle piramidi sono ricchi di rifermenti al cielo e ai cicli celesti. Nelle formule vengono descritte due regioni del cielo, alle quali, secondo la credenza egizia, ascendevano le anime, due luoghi di "rinascita", uno a nord tra le stelle circunpolari e l'altro a sud in una regione celeste in cui gli egizi riconoscevano il DUAT, regno di Osidere e dei morti. La lettura di questi Testi apre la strada a risposte molto soddisfacenti riguardo alla reale funzione della Piramide di Cheope. 

Per comprendere a cosa serviva quest'opera è necessario partire dalla lettura dei Testi delle piramidi. Da alcune formule magiche si apprende il percorso che l'anima del defunto doveva compiere dopo la morte. 
Qui di seguito riporto le traduzioni di alcuni passaggi contenuti nei Testi delle piramidi, tratte da "Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna".
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Una scalinata verso il cielo è stata costruita per me in modo che io possa salire al cielo su di essa
tratto da"Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna", pag 296

Da questa formula si apprende immediatamente quale era la funzione della struttura piramidale, l'anima del faraone defunto grazie alla piramide disponeva di una scala verso il cielo, in modo che potesse accedere ai regni celesti.
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O Re-Atum, questo re viene a te, come spirito imperituro, signore delle cose del luogo dei quattro piloni, tuo figlio viene a te, questo re viene a te. Possiate attraversare il cielo, restare uniti nell'oscurità, possiate sorgere all'orizzonte nel luogo dove è giusto che avvenga.
tratto da"Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna", pag 295

L'anima del defunto sale sulla barca solare insieme ad Atum, il creatore per eccellenza e signore dei "quattro piloni", ovvero dei punti cardinali. Si potrebbe anche intendere come signore delle terre che si estendono nelle quattro direzioni, ovvero tutto il mondo, dato che insieme alle altre DIVINITA' PRIMORDIALI EGIZIE lo creò. 
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Salve a voi, voi due falchi che siete in questa barca di Re che porta Re all'est: possiate alzarmi sollevarmi alla Via dell'Acqua Tortuosa
tratto da"Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna", pag 295
La via lattea, "fiume dell'acqua
 tortuosa, controparte celeste del
Nilo

Con il nome "Via dell'Acqua Tortuosa" molto probabilmente volevano indicare il fiume celeste, ovvero la Via Lattea. Gli antichi Egizi consideravano la Via Lattea come la controparte celeste del Nilo, un fiume chiaro che attraversa il cielo notturno esattamente come il Nilo attraversa l'Egitto. L'anima del defunto raggiunge dunque la Via Lattea.
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Le porte del cielo sono aperte per te, le porte del firmamento sono tenute aperte per te, anche quelle che tengono fuori le plebi. Il "Pilone d'attracco" ti desidera, la canzone del Sole ti chiama, le stelle imperiture ti aspettano. 
tratto da"Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna", pag 295

L'anima del faraone procede il suo viaggio verso il pilone d'attracco corrispondente al nord, luogo dove si trovano le stelle circumpolari, queste stelle non a caso vengono definite imperiture in quanto non tramontano mai, in nessuna stagione dell'anno e da un punto di vista simbolico si potrebbero definire "immortali" dato che non spariscono mai sotto l'orizzonte. Stando a quanto riportato in questi passaggi sembrerebbe che questo è un luogo speciale, il luogo dove ascendono le anime dei faraoni. Dal punto di vista simbolico ha perfettamente senso, il luogo della vita eterna corrisponde alla regione del cielo in cui le stelle non "muoiono" mai sotto l'orizzonte.
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Da altri passaggi si apprende che l'anima del faraone si unisce anche ad Osiride, riconosciuto nella costellazione di Orione. Non mi è molto chiaro come possa l'anima essere destinata allo stesso tempo alle stelle circumpolari e alla costellazione di Orione-Osiride che si trova dalla parte opposta del cielo. Forse questo fatto ha un potente significato simbolico in quanto il MITO DI OSIRIDE ci presenta l'immagine di un dio mortale, che muore e poi risorge nel mondo ultraterreno. In ogni caso il prossimo passaggio ci parla del ciclo stagionale di questa costellazione, forse di una stella particolare di questa costellazione o di una stella poco distante, di come rimane invisibile sotto l'orizzonte per un certo periodo dell'anno per poi tornare visibile in un'altro, di come "muore" e "risorge". 

O Re, tu sei quella grande stella compagna di Orione, che attraversa il cielo con Orione, che naviga nell'oltremondo con Osiride, Tu ascendi dalla parte est del cielo, rinnovato dalla giusta stagione e resuscitato nel giusto tempo 
tratto da"Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Pasqua Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna", pag 296
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Lo stesso avviene per Sothis (la stella Sirio). nella mitologia egizia, Sothis era identificata con la grande dea Iside, che formava una trinità con il fratello/sposo Osiride e il loro figlio Horus. I 70 giorni di assenza della stella, nella stagione in cui rimane sotto all'orizzonte simboleggiava il passaggio di Iside attraverso il duat (l'oltretomba egizio).

Orione è avvolto dall'oltretomba, puro e vivo all'orizzonte, Sothis è avvolta dall'oltretomba, pura e viva all'orizzonte, io sono avvolto dall'oltretomba puro e vivo all'orizzonte
tratto da"Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Pasqua Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna", pag 296
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Dopo aver preso confidenza con il LINGUAGGIO SIMBOLICO DEL MITO e compreso che all'interno dei Testi delle piramidi sono state inserite informazioni di carattere astronomico, è bene riconsiderare i condotti ascendenti della Piramide di Cheope da un punto di vista astronomico. I primi ad aver avuto questa intuizione furono l'egittologo Alexander Badawy e l'astronoma Virginia Trimble nel 1964. Secondo i loro studi i condotti della camera del re sono orientati verso le regioni di "rinascita", a nord e a sud. Al tempo delle piramidi il condotto nord era orientato con precisione sulla stella polare del tempo Alfa draconis, mentre il condotto sud era orientato sulla culminazione della cintura d'Orione, il centro della costellazione in cui gli egizi identificavano il re dell'oltretomba Osiride. I condotti creavano collegamento tra l'anima del faraone e determinate regioni del cielo legate alla "rinascita" nel mondo ultraterreno. A tal proposito non saprei dire se gli egizi consideravano la piramide come una sorta di "macchina per la rinascita" o se vi attribuivano soltanto un significato simbolico. 
Lo studi di Badawy e Trimble si è limitato ai condotti della camera del Re, mentre quelli che partono dalla camera della regina sono stati studiati solo negli anni '90 da Robert Bauval, il quale dedusse che al tempo delle piramidi il condotto nord puntava ad una stella dell'orsa minore, sempre all'interno della regione polare, mentre quello sud puntava verso la culminazione della stella Sirio (Sothis), riconosciuta in Iside, la compagna di Osiride.
Orientamento astronomico dei condotti della Grande piramide di Cheope.

Siccome i condotti della camera del re sbucano dalla piramide alla stessa altezza, l'unico modo per poter tenere gli orientamenti sopracitati era quello di spostare la camera rispetto al centro in modo da ottenere due inclinazioni diverse, non sappiamo per quale motivo era cosi' importante che i condotti sbucassero alla stessa altezza, in ogni caso durante la progettazione questo elemento fu considerato più importante rispetto all'avere la camera sotto il vertice della piramide come era consuetudine fare. 
In base a queste informazioni si può definitivamente archiviare l'idea che la piramide di Cheope fosse una semplice tomba, era molto di più, era uno "strumento di rinascita" per l'anima del faraone.
Rimangono tantissimi questioni ancora da chiarire: La Grande piramide apparteneva veramente a Cheope? oppure era un monumento simbolico che legava il paesaggio sacro egizio ai regni celesti? Come mai non sono presenti geroglifici al suo interno? come mai i condotti sono sigillati?...ecc. Non saprei dire se queste domande avranno mai una risposta ma sono certo che l'archeoastronomia sia la chiave per svelare tanti misteri del passato, compresi i segreti delle piramidi.

Fonte:"Archeoastronomia, da Giza all'Isola di Pasqua di Pasqua Giulio Magli, Pitagora editrice Bologna"


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